Ciao tutti,
da un amico ho ricevuto questo link:
ARTICOLOAFFARI ITALIANI
rimanda ad un articolo secondo me illuminante. Intanto asserisce una cosa incontrovertibile: la mobilità (o meglio, le vittime della mobilità) non hanno colore politico. Poi, contiene una domanda "pesante" fino a quando reggerà la pazienza di chi è costretto negli ingorghi quotidiani.
Noi utenti della Colombo lo sappiamo bene: dobbiamo l'andata e il ritorno a casa alla preziosa presenza dei vigili urbani che presidiano al mattino il semaforo di via di acilia e la sera quello della tenuta del Presidente: quando e se mancano loro è il caos.
L'articolo, anche se parla dell'Eur, prospetta uno scenario interessante: le opere infrastrutturali a costo zero. E' una cosa da capire e valutare bene, visto che come sembra (e come recita lo striscione recentemente appeso al semaforo di Casalpalocco) si deve alla scusa della mancanza dei fondi la mancata realizzazione di opere importanti per l'adeguamento della Colombo (illustrate qui sul sito del Comitato).
Inoltre, fissa un criterio: nessuna cubatura aggiuntiva senza adeguamento mobilità. Che mi sembra ripreso anche da altri interventi qui.
Ultima notazione:
Anche la viabilità del GRA da e verso la Colombo è fortemente compromessa nelle ore di punta sopratutto per chi proviene dal GRA dall'Aurelia. A partire dallo svincolo della Roma Fiumicino si formano code dovute, in parte alla pessima abitudine degli automobilisti di scavallare le code per prendere lo svincolo (inadeguato dimensionalmente) che (unico) consente di raggiungere zone a scarsa densita' abitativa come Torrino, Vitinia, Acilia, Casalbernocchi, Ostia Antica e Ostia lido.
Soluzione: Se qualcuno si prendesse la briga di guardare su google earth, noterebbe come, le due sponde del Tevere dal Gra verso il mare sono collegate solo dal ponte del GRA, appunto, e da quello della Scafa. Nel frattempo le zone al di quà e al di là delle due sponde sono state oggetto di cementificazione selvaggia.
Ora, basterebbe costruire un terzo ponte, all'altezza del costruendo quartiere del Centro Leonardo, o della nuova Fiera di Roma, che li collegasse la zona industriale di Dragona (dove già esistono degli svincoli e la viabilità è discreta). In tal senso si otterrebbe un decongestionamento immediato del GRA in quanto a tutti coloro che devono raggiungere i quartieri suddetti verrebbe offerta una terza via, alleggerendo l'impatto sullo svincolo della Via del Mare e non creando più il tappo.
Probabilmente, vista la perversione fiscale, qualcuno avrà da opinare che cosi si ingombra, di riflesso, la Roma-Fiumicno e in questo senso, pregustando la gabella, ci farà un pensierino.
In ogni caso: bisogna muoversi, il collasso è vicino.
